Lago di Mergozzo – Il silenzio limpido dell’acqua

scritto da giorgiog1
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Testo: Lago di Mergozzo – Il silenzio limpido dell’acqua
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La luce del mattino è la più sincera: scivola sull’acqua, accende riflessi metallici, rivela la trasparenza profonda di un piccolo lago, poco distante dal frastuono del Verbano, che sembra vivere in un tempo diverso.
Un mondo dove il silenzio non è assenza, ma fa parte del paesaggio.
Il Lago di Mergozzo è un frammento di acqua glaciale rimasto intatto, un'enclave che conserva una purezza rara.
Chi arriva qui, spesso senza aspettarselo, scopre un paesaggio da cartolina d'altri tempi. 
Nato dal ritiro dei ghiacciai ossolani, Mergozzo è un bacino autonomo, separato dal Maggiore da secoli.
Le sue dimensioni contenute, appena 1,8 km², gli conferiscono un carattere raccolto, quasi familiare.
Ma la profondità, che raggiunge i 74 metri, racconta una storia antica, scavata nella roccia e custodita nell’ombra dell’acqua.
Le pendici del monte Orfano scendono verso il lago in un mosaico di castagni, querce e betulle.
In particolare, le sponde meridionali ed orientali del lago, ospitano canneti estesi e zone umide, habitat fondamentale per molte specie acquatiche e per l’avifauna migratoria, comprese molte specie ornitiche che altrove faticano a trovare spazio.
Una per tutte il martin pescatore.
La qualità ambientale del lago è il suo tesoro più prezioso.
Le politiche locali hanno scelto la via della tutela: niente imbarcazioni con motore, né a combustione né elettrico. Sono ammessi solo: canoe, kayak, sup, barche a remi. Un vantaggio ecologico decisivo!
Sotto la superficie, lucci, tinche e persici si muovono in un ambiente limpido, favorito dall’assenza di motori e dall’acqua oligotrofica, tra le più pulite d’Italia.
Mergozzo, nonostante il nome poco altisonante, è un lago da ascoltare e che merita rispetto.
La sua bellezza non è spettacolare, non cerca l’effetto dei giardini antropici. Ma suscita poesia.
È una bellezza che si rivela, a chi la sa coglierere, nel volo basso di un cenerino, nel fruscio dei canneti, nel silenzio.
Non mi ha stupito l'impulso a scattare in bianco e nero.
Non è che qui le minacce non esistono: erosione delle sponde, introduzione di specie alloctone, pressione turistica estiva.
Ma il lago continua a difendere la sua identità, grazie a una gestione attenta e alla sensibilità dei visitatori, stimolata anche dall'esempio.

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